Termografia di impianti fotovoltaici con drone secondo IEC TS 62446-3
Un modulo che scalda non si vede da terra. Si vede in termografia, e solo se il volo è fatto nelle condizioni giuste, con la termocamera giusta, da chi sa leggere l’immagine.
Ispezioniamo impianti fotovoltaici aziendali, da 100 kWp in su, su tetto, a terra e su pensilina, con drone equipaggiato di termocamera radiometrica. È un servizio per aziende ed enti. Il metodo è quello della specifica tecnica IEC TS 62446-3, che stabilisce come si esegue una termografia in campo su un impianto FV: strumentazione, condizioni ambientali, procedura di ripresa, contenuti del rapporto e qualifica di chi lo firma. Il rapporto è firmato da un operatore certificato UNI EN ISO 9712, metodo TT (termografia), Livello 2.
Consegniamo la posizione delle anomalie sull’impianto, il delta di temperatura misurato, la classificazione della gravità e la priorità di intervento. Non consegniamo una galleria di immagini termiche.
Quando serve un’ispezione termografica
Le occasioni in cui conviene ispezionare sono cinque.
Manutenzione periodica. L’impianto produce meno del previsto e non si sa dove. La termografia individua stringhe e moduli responsabili, di norma in una giornata di volo, senza salire sul tetto e senza staccare nulla.
Verifica periodica ai fini del rischio incendio. Per gli impianti installati in attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, o a servizio delle stesse, la linea guida VVF DCPREV 14030/2025 prevede verifiche documentate almeno ogni due anni e un’ispezione termografica periodica secondo la IEC TS 62446-3. La trattazione completa è nella pagina Verifica antincendio degli impianti fotovoltaici.
Fine periodo di garanzia. Prima che scada la garanzia del costruttore o del contratto EPC, un’ispezione documentata trasforma un sospetto in una contestazione con numeri. È la finestra in cui il difetto si può ancora far valere in garanzia.
Due diligence in acquisizione. Chi compra un impianto compra anche i suoi difetti. Un rilievo termografico dell’intero campo, con anomalie contate per tipologia e distribuzione, entra nella valutazione tecnica dell’asset.
Dopo un evento. Grandine, vento forte, fulminazione, incendio nelle vicinanze, manutenzioni invasive. La termografia mostra ciò che l’ispezione visiva non mostra.
Chi firma il rapporto
La IEC TS 62446-3 non parla solo di droni e termocamere: fissa anche requisiti di qualifica per chi esegue l’ispezione e ne interpreta i risultati.
La certificazione UNI EN ISO 9712 riguarda la persona, non l’azienda e non il drone. È rilasciata da un organismo di certificazione per un metodo specifico (TT, termografia) e per un settore. Il Livello 2 è il livello che può eseguire l’ispezione, scegliere la tecnica, valutare e interpretare i risultati secondo la specifica applicabile, e firmare il rapporto.
Due precisazioni che facciamo volentieri:
- la IEC TS 62446-3 è una specifica tecnica, non una certificazione. Nessuno certifica un impianto secondo la 62446-3: si esegue un’ispezione con quel metodo e si redige un rapporto conforme ai suoi contenuti;
- non esiste un’azienda certificata ISO 9712. Esiste un operatore certificato, con un numero, un ente e una scadenza.
Metodo, livello, ente, numero e validità del certificato sono riportati nel rapporto e allegati a ogni consegna.
ITC Category IAcquisizione del dato termografico in campo
RINA ISO 9712 Livello 2Firma del rapporto tecnico e della relazioneLe condizioni di misura
Una termografia fotovoltaica eseguita nelle condizioni sbagliate non è una termografia imprecisa: è un dato inutilizzabile. Un modulo poco irraggiato non riesce a manifestare il difetto, e l’anomalia semplicemente non compare. Per questo la finestra operativa è stretta, e la dichiariamo in offerta. In Sicilia, per tetti piani e pensiline, va di norma da metà febbraio a fine ottobre; per gli impianti inclinati dipende da inclinazione e orientamento.
| Parametro | Requisito operativo | Perché |
|---|---|---|
| Irraggiamento sul piano dei moduli | almeno 600 W/m² | Sotto questa soglia i difetti non generano un contrasto termico affidabile. La finestra utile si pianifica sui dati di irraggiamento e, dove l’impianto dispone di un solarimetro di riferimento, usiamo la sua lettura |
| Stato dell’impianto | in produzione, inverter in funzione | L’impianto va ispezionato al lavoro, non spento |
| Copertura nuvolosa | cielo sereno o velature stabili | Il transitorio di ombra falsa le temperature |
| Vento | debole; con vento sostenuto si sospende | Il raffreddamento convettivo attenua le anomalie |
| Superficie dei moduli | asciutta e ragionevolmente pulita | Rugiada, pioggia recente e sporco alterano l’emissione |
| Ora del giorno | fascia centrale, con sole alto | Angolo di ripresa e riflessi del cielo |
| Risoluzione geometrica | verificata in pianificazione | È il vincolo che lega quota, ottica e livello di dettaglio ottenibile |
Se in campo le condizioni non ci sono, non voliamo: si riprogramma. È scritto in offerta, così non diventa una discussione.
Come voliamo
Ogni campagna prevede un doppio dato: termico radiometrico e visibile ad alta risoluzione, sulla stessa geometria di volo. Servono entrambi. Il termico dice dov’è l’anomalia; il visibile dice se è un difetto del modulo, una deiezione, un ramo, una traccia di sporco o un vetro rotto.
Le riprese sono georeferenziate, così ogni anomalia arriva con la sua posizione sull’impianto e non con la formula “terza fila a destra, più o meno”.
Il livello di dettaglio si concorda prima:
- ricognizione estesa dell’impianto, per individuare stringhe spente, sezioni fuori servizio e aree critiche su grandi superfici;
- ispezione a livello di modulo, con quota e ottica tali da rendere leggibile la singola cella, per l’analisi puntuale delle anomalie.
Sono due lavori diversi, con costi e tempi diversi. Su impianti grandi si combinano: ricognizione su tutto, dettaglio dove serve.
Che cosa vediamo, e come lo classifichiamo
Le anomalie non valgono tutte uguale. Un modulo con una cella calda si tiene sotto osservazione; un morsetto che scalda in cassetta di giunzione si guarda subito. Il rapporto le distingue, con il delta di temperatura misurato e la classificazione secondo la matrice della specifica tecnica.
| Firma termica | Causa più probabile | Effetto sulla produzione | Urgenza tipica |
|---|---|---|---|
| Una cella calda isolata | Microcrack, cella danneggiata, ombreggiamento o sporco puntuale | Bassa sul singolo modulo | Osservazione |
| Gruppo di celle o substringa calda | Diodo di bypass in conduzione o guasto | Perdita di un terzo o due terzi del modulo | Media-alta |
| Modulo interamente più caldo | Modulo in circuito aperto, connessione interrotta | Il modulo non produce | Alta |
| Stringa intera fredda o assente | Stringa fuori servizio, protezione intervenuta, guasto di quadro o inverter | Perdita dell’intera stringa | Immediata |
| Gradiente crescente verso l’estremità di stringa | Pattern compatibile con PID (degrado indotto dal potenziale) | Progressiva, sull’intera stringa | Alta, con approfondimento elettrico |
| Punto caldo su cassetta, connettore, morsettiera | Contatto degradato, serraggio insufficiente, ingresso di acqua | Variabile | Immediata: è il difetto a più alto rischio termico |
| Aree calde diffuse e regolari | Sporcamento, depositi, ombreggiamento da vegetazione o strutture | Da bassa a rilevante se estesa | Manutenzione ordinaria |
Il pattern termico indica una causa probabile. La conferma di un PID, di un diodo guasto o di un difetto interno arriva dalle verifiche elettriche — misure I-V, prove secondo CEI EN 62446-1 — che restano competenza del manutentore o del professionista incaricato. Lo scriviamo nel rapporto, anomalia per anomalia.
Non accediamo a quadri, cassette di giunzione o parti in tensione. La verifica a contatto e le misure elettriche restano al manutentore qualificato.
Che cosa ricevete
Un rapporto di ispezione in PDF, firmato, strutturato secondo i contenuti previsti dalla IEC TS 62446-3. Dentro c’è:
- dati dell’impianto e della campagna: identificazione, layout, data e ora del volo, condizioni ambientali, stato di esercizio dell’impianto;
- strumentazione e parametri di misura: sensore impiegato, emissività adottata, distanza e quota di ripresa, risoluzione geometrica ottenuta;
- qualifica dell’operatore: metodo, livello, ente, numero e validità del certificato;
- elenco delle anomalie rilevabili alla risoluzione geometrica dichiarata, ciascuna con posizione sull’impianto, immagine termica e visibile, delta di temperatura misurato, classificazione e priorità;
- mappa dell’impianto con le anomalie riportate sul layout reale, non su uno schema generico;
- sintesi per il gestore: quante anomalie, di che tipo, quali guardare per prime, quali possono aspettare la campagna successiva;
- stima dell’impatto energetico delle anomalie rilevate, con le ipotesi di calcolo dichiarate. È una stima, e nel rapporto è scritto che è una stima;
- limiti dell’indagine: che cosa la termografia non può dire, e quali verifiche elettriche servono per confermare le cause probabili.
Oltre al PDF, vi consegniamo immagini e file elaborati, così chi sale sul tetto ha la mappa delle anomalie sul telefono invece di un documento da sfogliare.
Come si svolge il lavoro
| Fase | Che cosa succede | Tempo indicativo |
|---|---|---|
| 1. Qualifica e raccolta dati | Taglia dell’impianto, layout, schemi di stringa, storico di produzione, obiettivo dell’ispezione. Si definisce il livello di dettaglio e, se serve, vi diciamo che cosa prevede la linea guida VVF per quel tipo di impianto. | 2-3 giorni lavorativi dalla richiesta |
| 2. Pianificazione e autorizzazioni | Verifica delle zone geografiche UAS, eventuali nulla osta, coordinamento con il gestore per lo stato di esercizio dell’impianto e per gli accessi. | Da 1 giorno a 2-3 settimane se servono nulla osta |
| 3. Volo e acquisizione | Doppia acquisizione termica e visibile. Se le condizioni non rispettano i requisiti, si rinvia. | Normalmente una giornata operativa |
| 4. Elaborazione e consegna | Analisi delle immagini, classificazione delle anomalie, redazione e firma del rapporto. | 10 giorni lavorativi dal volo |
Le anomalie in classe di urgenza immediata ve le comunichiamo di norma entro 48 ore dal volo, senza aspettare il rapporto.
Quanto costa
Non pubblichiamo un prezzo al kWp, perché la potenza da sola non basta a calcolarlo. Il costo dipende da cinque cose, e le prime tre pesano più della taglia:
- il livello di dettaglio — ricognizione estesa oppure ispezione a livello di modulo;
- il layout — un campo a terra regolare si vola molto più in fretta di venti coperture sparse nello stesso comune;
- le autorizzazioni — un impianto in zona geografica UAS soggetta a limitazioni comporta tempi e pratiche in più;
- la taglia, in MWp o in numero di moduli;
- la logistica — distanza dalla base di Siracusa, giornate sul posto, eventuale trasferta.
Il ricorrente costa meno dello spot: chi programma la campagna periodica ha già il layout caricato, l’impianto già mappato e il confronto fra le due epoche incluso.
Il preventivo è gratuito e arriva con la produttività dichiarata, i tempi e le condizioni di rinvio per meteo.
Che cosa non facciamo
- Non rilasciamo certificazioni: la IEC TS 62446-3 è una specifica tecnica e l’ispezione produce un rapporto, non un certificato.
- Non eseguiamo misure elettriche né prove I-V, e non accediamo a parti in tensione. Al collaudo facciamo la termografia; le prove elettriche restano all’installatore.
- Non facciamo manutenzione né sostituzione di moduli: indichiamo dove intervenire, l’intervento è del vostro manutentore.
- Non redigiamo pratiche antincendio, SCIA o asseverazioni: restano al professionista antincendio.
Domande frequenti
L’impianto deve restare acceso durante l’ispezione?
Sì. Un impianto spento non manifesta i difetti: la termografia si esegue con l’impianto in produzione.
Serve un ponteggio o una piattaforma?
No, ed è il motivo principale per cui si usa il drone: nessun accesso in copertura, nessun fermo dell’attività sottostante.
In quanto tempo si ispeziona il mio impianto?
Dipende da taglia, layout e finestra di irraggiamento utile. Ve lo scriviamo in offerta dopo aver visto layout e dati dell’impianto, con il numero riferito al vostro impianto e non a un impianto medio.
Il rapporto vale per i Vigili del Fuoco?
Il rapporto documenta l’ispezione termografica eseguita secondo la IEC TS 62446-3 ed è utilizzabile a corredo del registro dei controlli. Gli atti di prevenzione incendi restano in capo al professionista antincendio incaricato.
Che differenza c’è fra la vostra ispezione e quella di chi vola con un drone qualunque?
Il metodo dichiarato, le condizioni di misura verificate e la qualifica di chi firma. Senza quei tre elementi le immagini termiche restano immagini.
E sui grandi impianti, tutto l’anno?
Sugli impianti a terra più grandi una stazione DJI Dock 4 può restare sull’impianto: controlli termici operativi in ogni stagione e due ispezioni semplificate IEC TS 62446-3 firmate l’anno. Lo spieghiamo nella pagina del drone in stazione.
Operate fuori dalla Sicilia?
La base operativa è a Siracusa. Lavoriamo in Sicilia e nel Sud Italia; fuori regione la trasferta è indicata a parte in offerta.
Richiedete il sopralluogo
Scriveteci taglia dell’impianto, comune e obiettivo dell’ispezione. Vi richiamiamo di norma entro un giorno lavorativo con le domande che servono a farvi un’offerta seria; se siamo in volo, appena rientriamo. Il servizio è per aziende ed enti.