Monitoraggio della qualità dell’aria con drone
Misuriamo gas e particolato dove le centraline fisse non arrivano: in quota, sopra un impianto, lungo il perimetro di una discarica, dentro il pennacchio di una sorgente odorigena.
Il sensore multi-gas vola sul drone e restituisce mappe di concentrazione georeferenziate, con la traccia di ogni misura. La relazione tecnica confronta i valori rilevati con i riferimenti normativi applicabili e dichiara metodo e limiti dell’indagine.
Una cosa la diciamo subito, perché è il nostro modo di lavorare: questo è uno screening, non un monitoraggio ai sensi del D.Lgs. 155/2010. Serve a individuare, delimitare e documentare — non sostituisce la rete di monitoraggio ufficiale.
Quando serve
Molestie odorigene. Segnalazioni dei cittadini, sorgente incerta: la mappatura in quota delimita il pennacchio e aiuta a risalire all’origine, con dati georeferenziati al posto delle impressioni.
Discariche e impianti di trattamento. Screening perimetrale periodico, verifica delle emissioni diffuse, documentazione dello stato ante e post intervento.
Aree industriali e portuali. Campagne su punti e quote non raggiungibili da terra, in prossimità di camini, serbatoi e aree di movimentazione.
Eventi e emergenze. Incendi, sversamenti, cantieri: una fotografia rapida della situazione mentre è in corso, quando il dato vale di più.
Che cosa misuriamo
Il sensore impiegato è un Sniffer4D Nano2+ multi-gas (Soarability), con elaborazione e mappatura sulla piattaforma AIRINS.ai, sistema multi-gas modulare per drone, fornito con certificato di calibrazione del produttore. A seconda della configurazione della campagna misura in contemporanea più parametri fra:
| Famiglia | Parametri tipici |
|---|---|
| Gas di combustione e traffico | NO₂, SO₂, CO, O₃ |
| Composti organici e odorigeni | VOC totali, H₂S, NH₃ |
| Gas serra | CO₂, CH₄ |
| Particolato | PM1, PM2.5, PM10 |
La configurazione esatta si definisce con voi in base al quesito: cercare una sorgente odorigena e verificare un perimetro di discarica sono campagne diverse, con sensoristica e piani di volo diversi.
Che cosa ricevete
Non una nuvola di numeri: una risposta al quesito che avete posto.
- Mappe di concentrazione georeferenziate, per parametro e per quota
- Relazione tecnica con metodo, condizioni meteo, strumentazione e certificato di calibrazione
- Confronto indicativo con i valori di riferimento normativi (D.Lgs. 155/2010, valori guida OMS)
- Limiti dell’indagine dichiarati: che cosa il dato può dire e che cosa no
Il confine, detto chiaramente
Lo screening con sensore mobile individua, delimita e documenta. Non è un monitoraggio in continuo, non è eseguito con i metodi di riferimento del D.Lgs. 155/2010 e non sostituisce le centraline ARPA: lo scriviamo nella relazione e lo diciamo prima del preventivo.
È esattamente per questo che è utile: costa una frazione di una centralina, va dove le centraline non vanno, e produce in pochi giorni la base tecnica per decidere se e dove servono approfondimenti con metodi di riferimento. La comunicazione alle autorità competenti resta in capo al committente; noi consegniamo il dato, in fretta.
Il quesito è vostro, la campagna la disegniamo noi
Non serve sapere quale sensore o quale quota: scriveteci che cosa dovete capire — un odore che torna, un perimetro da tenere d’occhio, uno stato ante operam — e l’area interessata.
Vi richiamiamo di norma entro un giorno lavorativo; se siamo in volo, al rientro. Poi vi mandiamo la configurazione proposta, i tempi e le condizioni. E se lo screening non è lo strumento giusto per il vostro caso, ve lo diciamo prima del preventivo.