In flotta è arrivato un nuovo equipaggio: DJI Matrice 400 con sensore LiDAR Zenmuse L3, affiancati dalla stazione di riferimento D-RTK 3. Non è un acquisto da vetrina: cambia in modo concreto cosa possiamo consegnare a chi ci chiede un rilievo. Ecco come.
Il limite della fotogrammetria (e perché il LiDAR lo supera)
La fotogrammetria da drone ricostruisce il territorio a partire dalle immagini: funziona benissimo dove il suolo si vede. Dove c’è vegetazione — un bosco, una scarpata coperta di rovi, un argine — la fotocamera si ferma alla chioma. Il LiDAR no: una parte degli impulsi laser passa tra le foglie e raggiunge il terreno. Il risultato è un modello del suolo anche sotto copertura vegetale, dove prima serviva una squadra a terra.
Cosa porta in dote il nuovo equipaggio
- DJI Matrice 400 — piattaforma di classe industriale con autonomia estesa: aree più grandi in meno voli.
- Zenmuse L3 — LiDAR e fotocamera nello stesso payload: nuvola di punti e ortofoto in un’unica missione.
- D-RTK 3 — correzioni in tempo reale: georeferenziazione coerente con i sistemi di riferimento del progetto.

Cosa consegniamo
- Nuvola di punti classificata (terreno, vegetazione, edifici)
- DTM e DSM
- Curve di livello e sezioni
- Ortofoto ad alta risoluzione
Tutto in formati compatibili con i software di progettazione e GIS più diffusi.
Quando ha senso chiamarci
- Cave e movimenti terra: volumi e stato di avanzamento
- Versanti e aree in dissesto
- Cantieri estesi
- Aree verdi e forestali
- Rilievi post-evento
Il servizio è descritto nella pagina Rilievi LiDAR; per una valutazione sul vostro caso, richiedete una consulenza tecnica.