Verifica antincendio degli impianti fotovoltaici: la linea guida VVF DCPREV 14030/2025
Dal 2025 chi gestisce un impianto fotovoltaico installato in un’attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi ha un riferimento tecnico nuovo: una linea guida VVF che prevede verifiche ai fini del rischio incendio almeno ogni due anni e un’ispezione termografica periodica.
Eseguiamo l’ispezione termografica prevista da quella linea guida, con drone e termocamera radiometrica, secondo la specifica tecnica IEC TS 62446-3. Il rapporto è firmato da un operatore certificato UNI EN ISO 9712, metodo TT, Livello 2, ed è utilizzabile a corredo del registro dei controlli.
Prima di ordinare un’ispezione conviene sapere che cosa prevede la linea guida per il vostro tipo di impianto: non tutti gli impianti ci rientrano.
Chiedete che cosa prevede la linea guida per il vostro impianto →
Che cos’è la nota DCPREV 14030/2025
Il 1° settembre 2025 la Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha emanato la nota prot. n. 14030: una linea guida di prevenzione incendi per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti fotovoltaici. Aggiorna la guida precedente del 2012 ed è oggi il riferimento tecnico impiegato nei procedimenti di prevenzione incendi. Una nota successiva, prot. 14668 del 10 settembre 2025, ha chiarito il regime applicabile agli interventi già avviati.
Una precisazione che conviene fare subito, perché cambia il modo di leggere tutto il resto: si tratta di una linea guida di prevenzione incendi, non di una norma che introduce obblighi autonomi. Gli adempimenti a vostro carico discendono dal titolo autorizzativo antincendio della vostra attività. È la prima cosa da guardare con il vostro tecnico antincendio.
Perché documentare i controlli
La nota DCPREV 14030/2025 è una linea guida, non una norma con sanzioni proprie. Se però un impianto prende fuoco, conta poter mostrare i controlli fatti e documentati.
Responsabilità personale
In caso di incendio con danni, datore di lavoro e figure della sicurezza possono risponderne in prima persona (D.Lgs. 81/2008). La difesa si costruisce prima del fatto: prevenzione fatta e documentata.
Indennizzo a rischio
Dopo un sinistro l’assicurazione verifica che controlli e manutenzione fossero documentati: a seconda delle condizioni di polizza, le carenze documentali possono ridurre l’indennizzo o escluderlo.
Fermo dell’impianto
Un punto caldo non intercettato può evolvere in guasto e fermare la produzione per settimane.
Il rapporto che rilasciamo è firmato da un operatore certificato UNI EN ISO 9712, metodo TT, Livello 2 (RINA), e riporta data, metodo, parametri di misura ed esito. Prima serve a prevenire il guasto; poi, all’occorrenza, documenta che il controllo è stato fatto.
Quali impianti riguarda
La linea guida si applica agli impianti fotovoltaici fino a 1500 V in corrente continua ubicati in attività soggette ai controlli di prevenzione incendi — quelle elencate nell’Allegato I al DPR 151/2011 — o a servizio delle stesse.
Rientrano tipicamente gli impianti integrati o installati su edifici civili, industriali, commerciali e rurali che ospitano attività soggette, e le strutture interferenti come pergole, tettoie e pensiline, comprese quelle dei parcheggi.
Che cosa non rientra. La linea guida precisa che gli impianti fotovoltaici non costituiscono di per sé un’attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi. Esclude anche gli impianti a terra e, oltre i 100 metri dagli edifici di un’attività soggetta, gli agrivoltaici. Non è vero che tutti gli impianti fotovoltaici devono fare la termografia ogni due anni per legge, e diffidate di chi ve lo scrive per vendervi un’ispezione.
Se non siete sicuri della vostra situazione, chiedetecelo: vi diciamo che cosa prevede la linea guida per il vostro tipo di impianto e quali documenti far controllare al vostro tecnico antincendio.
Che cosa chiede la linea guida
Tre elementi rilevanti per chi gestisce l’impianto.
- Ispezione termografica, da eseguire secondo la specifica tecnica IEC TS 62446-3. La linea guida rinvia esplicitamente a quel metodo: non basta “fare delle foto termiche”.
- Verifiche periodiche ai fini del rischio incendio, con la cadenza indicata dalla linea guida in due anni, e comunque a ogni trasformazione, ampliamento o modifica dell’impianto. Le verifiche vanno eseguite e documentate, con attenzione particolare ai sistemi di giunzione e di serraggio e alla presenza di ombreggiamenti diffusi o localizzati.
- Tracciabilità: le attività di manutenzione vanno riportate nel registro dei controlli previsto dall’articolo 3 del DM 1° settembre 2021.
La linea guida non nomina mai i droni. Il drone è un mezzo di acquisizione, non un requisito: permette di eseguire l’ispezione su coperture estese e difficilmente accessibili senza ponteggi, senza piattaforme aeree e senza fermare l’attività sottostante. Il requisito è l’ispezione e la sua documentazione.
Che cosa facciamo noi, che cosa resta al professionista antincendio
Il confine è netto, e lo riportiamo in offerta.
| Drone Dynamics | Professionista antincendio | |
|---|---|---|
| Ispezione termografica secondo IEC TS 62446-3 | sì | |
| Individuazione di punti caldi, difetti di giunzione e serraggio, ombreggiamenti | sì | |
| Rapporto tecnico firmato da operatore Livello 2, utilizzabile a corredo del registro dei controlli | sì | |
| Documentazione fotografica e termica georeferenziata, archiviata e riconsultabile | sì | |
| Valutazione del rischio incendio, SCIA, asseverazioni, rapporti con il Comando VVF | sì | |
| Progettazione antincendio e misure di mitigazione | sì |
Gli atti di prevenzione incendi li firma il vostro tecnico antincendio: un professionista iscritto a un albo e, dove la norma lo chiede, anche negli elenchi del Ministero dell’Interno. Collaboriamo con il professionista antincendio da voi incaricato.
Non rilasciamo certificazioni antincendio, non attestiamo conformità e non siamo un organo di controllo. Forniamo il rilievo e il rapporto tecnico su cui altri costruiscono i propri atti.
Come si svolge la verifica
| Fase | Che cosa succede | Tempo indicativo |
|---|---|---|
| 1. Che cosa prevede la linea guida | Dal tipo di attività e dalla posizione dell’impianto vi diciamo che cosa prevede la linea guida e quali documenti far controllare al vostro tecnico antincendio. | Di norma entro due giorni lavorativi |
| 2. Qualifica tecnica | Taglia, layout, schemi di stringa, accessi, stato di esercizio, zone geografiche UAS. | 2-3 giorni lavorativi |
| 3. Volo e acquisizione | Ispezione termografica con doppio dato termico e visibile, impianto in produzione. Se le condizioni non ci sono, si rinvia. | Normalmente una giornata |
| 4. Rapporto | Classificazione delle anomalie, con attenzione specifica a giunzioni, serraggi e ombreggiamenti. Rapporto firmato, pronto per il registro dei controlli. | 10 giorni lavorativi dal volo |
Le anomalie in classe di urgenza immediata ve le comunichiamo entro 48 ore dal volo, senza aspettare la consegna del rapporto. Quando il tema è il rischio incendio, aspettare la consegna non avrebbe senso.
Domande frequenti
Il mio impianto è a terra, in campagna. Devo fare la verifica?
La linea guida esclude gli impianti a terra e, oltre i 100 metri dagli edifici di un’attività soggetta, gli agrivoltaici. Per un impianto a terra la termografia secondo la IEC TS 62446-3 resta utile per manutenzione e garanzia.
Ho un capannone con l’impianto sul tetto. Rientro?
Dipende dall’attività che si svolge nel capannone e dal suo titolo antincendio. Lo stabilisce il vostro tecnico antincendio. Noi vi diciamo che cosa prevede la linea guida per quel tipo di impianto e quali documenti fargli controllare.
La termografia da terra non basta?
Su una copertura estesa la termografia da terra vede una porzione dei moduli e con angoli di ripresa sfavorevoli. Il drone consente di rispettare la geometria di ripresa richiesta dal metodo su tutta la superficie.
Devo fermare l’attività o l’impianto?
No a entrambi. L’attività sottostante prosegue e l’impianto deve anzi restare in produzione: un impianto spento non manifesta i difetti.
Il vostro rapporto basta per i Vigili del Fuoco?
Il rapporto documenta l’ispezione termografica eseguita secondo il metodo richiamato dalla linea guida ed è utilizzabile a corredo del registro dei controlli. Gli atti di prevenzione incendi li redige il professionista antincendio.
Ogni quanto va ripetuta?
La linea guida distingue due cose. Le verifiche ai fini del rischio incendio vanno fatte a ogni trasformazione, ampliamento o modifica dell’impianto, e comunque ogni due anni. L’ispezione termografica secondo la IEC TS 62446-3 va fatta periodicamente: la linea guida non fissa un numero di anni e chiede per i controlli dell’impianto fotovoltaico la stessa periodicità prevista per l’impianto elettrico. La periodicità per la vostra attività la conferma il vostro tecnico antincendio.
Chiedeteci che cosa prevede per il vostro impianto
Mandateci il tipo di attività, il titolo antincendio se ce l’avete e la taglia dell’impianto. Vi diciamo che cosa prevede la linea guida VVF 14030/2025 per il vostro tipo di impianto e quali documenti far controllare al vostro tecnico antincendio. Risposta di norma entro due giorni lavorativi.
Chiedete che cosa prevede la linea guida per il vostro impianto →
Approfondimento tecnico sul metodo: Termografia di impianti fotovoltaici con drone